Quali sono i cimiteri più belli d’Italia?

La bellezza si può trovare anche luoghi più inaspettati. Quando si pensa ai cimiteri, il primo pensiero corre al dolore della perdita e alle ricorrenze, ma esiste una prospettiva  che invita a osservare i luoghi di commiato sotto una luce diversa: quella dell’arte, della scultura e dell’architettura.
In Italia, i cimiteri monumentali costituiscono un patrimonio storico e culturale di grande valore, all’interno del quale il commiato dei singoli si intreccia con la storia di una comunità.

 

Passeggiare tra i viali di un cimitero storico permette di riflettere, e di vedere il luogo non solo come posto del commiato, ma anche come possibilità di espressione artistica. La bellezza delle sculture e la tranquillità degli spazi verdi può essere di enorme conforto, e alcuni cimiteri sono diventati delle vere opere d’arte.

 

Cos’è il turismo cimiteriale (e perché aiuta a superare il tabù della morte)?

 

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia un interesse verso il cosiddetto turismo cimiteriale, una pratica culturale già consolidata da tempo in gran parte d’Europa. Frequentare questi spazi non risponde a curiosità morbose, ma esprime la volontà di comprendere la storia di un territorio attraverso i suoi monumenti più intimi e spesso ignorati. Vedere i cimiteri come musei a cielo aperto favorisce un contatto sereno con il tema della morte, restituendo a questi luoghi la loro funzione sociale e contemplativa.

 

Nel suo saggio Cemetery Safari Italia, Claudia Vannucci, scrittrice di viaggio, guida turistica e già autrice di Cemetery Safari, ci dimostra come la visita ai cimiteri storici aiuti a decostruire i condizionamenti e le ansie legati al tema della fine.
Attraverso il racconto delle architetture e delle vicende personali delle persone che lì ormai dimorano, il libro mostra come addomesticare la paura della morte e contemporaneamente avvicinarsi all’arte e alle storie umane delle persone.

I contesti cimiteriali diventano spazi di conforto e contemplazione, nei quali l’arte e la natura si alleano per offrire sollievo, ma anche riflessione, se lasciamo vagare la mente e immaginiamo le vite di quei nomi impressi sulle lapidi.

 

I 5 cimiteri più belli da vedere in Italia

 

Il territorio italiano ha visto nascere numerosi complessi funerari nati principalmente nel corso dell’Ottocento, e molti sono arricchiti da splendide statue e gruppi marmorei per celebrare famiglie locali altolocate. 

 

Attraverso stili anche diversissimi tra loro, molte di queste strutture custodiscono un patrimonio artistico di pregio, ed è per questo che è possibile visitarli come luoghi artistici e non solo di commiato.

Proponiamo un percorso attraverso cinque tra i cimiteri monumentali più rilevanti a livello nazionale, ciascuno con una precisa identità storica e culturale.

 

Il Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova

 

Considerato come un vero e proprio museo a cielo aperto grazie alle sue sculture, il Cimitero Monumentale di Staglieno sorge nel quartiere omonimo, ed è stato inaugurato nel 1851 su progetto originario dell’architetto Carlo Barabino. Il complesso si sviluppa lungo le pendici della collina tra architettura classica, porticati monumentali e natura. Ernest Hemingway lo definì una delle meraviglie del mondo.

 

La celebrità di Staglieno si deve alla straordinaria qualità del realismo scultoreo con cui venivano rappresentate le statue. Tra i viali del cimitero riposano figure cardine della storia d’Italia, come Giuseppe Mazzini, affiancate a protagonisti della cultura moderna come il cantautore Fabrizio De André.
Passeggiare a Staglieno significa attraversare secoli di storia sociale, artistica e civile, osservando come l’arte sia riuscita a dare forma tangibile al ricordo.

 

Il Cimitero Monumentale di Milano

 

Progettato dall’architetto Carlo Maciachini e aperto nel 1866 per unificare le sepolture della città, il Cimitero Monumentale di Milano rappresenta una grandiosa testimonianza artistica, in cui si fondono elementi neogotici e rinascimentali. La struttura si apre con l’imponente mole del Famedio, il tempio della fama situato all’ingresso principale, destinato a ospitare le spoglie e i nomi dei milanesi più illustri. Al suo interno riposano personalità che hanno segnato la letteratura e la storia nazionale, tra cui Alessandro Manzoni.

 

L’interno del cimitero si articola come una vera e propria città d’arte. Accanto alla sezione principale, il complesso comprende l’area riservata alla comunità israelitica, in cui si conservano le memorie e le testimonianze delle vittime delle persecuzioni razziali e dei campi di concentramento. Perdersi nei viali del Monumentale di Milano permette di unire bellezza architettonica e solennità.

 

Il Cimitero delle Fontanelle a Napoli

 

Se si parla di cimiteri unici, questo è uno dei primi a venire alla mente. Situato nel cuore del rione Sanità, il Cimitero delle Fontanelle è sicuramente uno dei più singolari all’interno del panorama del turismo cimiteriale europeo. Non si tratta di un cimitero monumentale di impianto ottocentesco, ma di un vasto ossario allestito all’interno di un’antica cava di tufo sotterranea.
Nel corso dei secoli, il cimitero delle Fontanelle – così chiamato perché vicino a dei corsi d’acqua – ha accolto i resti di migliaia di cittadini, vittime delle epidemie nel corso dei secoli.

 

Ciò che rende unico questo sito è una particolare forma di devozione popolare, nota come il culto delle “anime pezzentelle”. I cittadini adottavano un teschio anonimo, pulendolo, sistemandolo in piccole teche e pregando per la sua salvezza in cambio di protezione. Questo spazio testimonia il modo con cui la cultura napoletana ha saputo addomesticare il timore della fine, stabilendo un dialogo quotidiano e familiare con il mondo dei defunti.
Visitare le Fontanelle significa entrare in contatto con un intreccio di storia, antropologia e umana pietà.

 

La Certosa di Bologna

 

La Certosa di Bologna è il cimitero con più alto valore storico-artistico in Italia. Nasce nel 1801, riutilizzando le strutture del convento certosino edificato a partire dal XIV secolo. Il complesso sorge su un’area dalla vocazione funeraria antichissima: proprio durante i lavori di ampliamento, nella seconda metà dell’800, venne infatti ritrovata una vasta necropoli etrusca attiva tra il VI e il V secolo a.C., i cui cimeli sono oggi conservati presso il Museo Civico Archeologico della città.

 

Il cuore della Certosa si sviluppa attraverso una serie articolata di chiostri, sale e gallerie. L’evoluzione delle tecniche decorative si riflette nel passaggio dalle tombe dipinte fino ai grandi monumenti in stucco, marmo e bronzo.
La bellezza e la solennità del luogo attirarono nel corso dell’Ottocento numerosi intellettuali e viaggiatori del Grand Tour, tra cui Lord Byron, Charles Dickens e Stendhal. All’interno del cimitero riposano personaggi che hanno segnato la storia culturale e scientifica italiana, ad esempio Lucio Dalla.

 

Il Cimitero Monumentale di Torino

 

Principale – ma non unico – cimitero del capoluogo piemontese, il Cimitero Monumentale di Torino rappresenta una delle opere pubbliche più significative della città alla fine dell’Ottocento. Inaugurato nel 1829, il complesso venne concepito per sostituire i cimiteri di San Lazzaro e San Pietro in Vincoli.

 

Il Monumentale di Torino si distingue per l’accostamento di molti stili diversi, come neoclassico, liberty e art-deco. Sono presenti due aree dedicate alla Comunità ebraica e alla Chiesa Valdese.
Passeggiando lungo i suoi viali si incontra la storia del Risorgimento italiano e dello sviluppo industriale del Novecento: qui riposano figure chiave che hanno contribuito a plasmare l’identità torinese e nazionale in ambiti diversissimi, da Giovan Battista Pininfarina a Rita Levi Montalcini, da Silvio Pellico a Fred Buscaglione.
Il complesso torinese offre un ambiente raccolto e silenzioso, sia per chi vuole ammirare solo l’estetica del luogo, sia per chi vuole portare un pensiero a qualcuno che non c’è più, famoso e non.

Il turismo cimiteriale non è necessariamente macabro, anzi. La riscoperta dei cimiteri monumentali dimostra come questi spazi non debbano essere considerati unicamente come luoghi di dolore, ma che possono essere angoli di bellezza, arte e storia all’interno delle nostre città.

Imparare a frequentarli aiuta a ridimensionare le ansie legate al lutto, offrendo una nuova chiave di lettura basata sulla memoria e togliendo a questi luoghi un’aria di eccessiva solennità e freddezza.