Tanatoestetica: cos’è e qual è il suo compito nel commiato?

cos’è la tanatoestetica

In un momento traumatico come la perdita di un genitore o di una persona amata, c’è un elemento che non può essere trascurato: la cura da dedicare al commiato. Tra gli aspetti più delicati dell’intero percorso c’è la preparazione del corpo per la veglia, per far sì che l’ultimo saluto rispetti la dignità e le volontà della persona: qui entra in gioco la tanatoestetica.

La tanatoestetica nasce proprio per rispondere al desiderio di preservare la dignità di chi non c’è più, offrendo alla famiglia un’immagine serena e composta attraverso competenze tecniche specifiche. Anche se può sembrare respingente da chi non lo conosce, questo servizio si prende cura del volto e del corpo di chi non c’è più, regalando un’immagine coerente alla famiglia.

 

Cos’è la tanatoestetica e qual è il suo significato nel commiato?

 

La tanatoestetica è un trattamento che ha origini antichissime, il cui nome deriva dal greco thanatos, morte. Nel mondo contemporaneo, la definizione raccoglie l’insieme dei trattamenti igienici, di ricomposizione, vestizione e cosmesi dedicati alla persona scomparsa prima della veglia funebre. Il suo scopo principale riguarda il ripristino dell’aspetto naturale della persona, attenuando i segni lasciati dalla malattia, da un lungo ricovero o dalle alterazioni fisiologiche che avvengono dopo la morte. Non deve essere vista come una trasformazione artificiale o un tentativo di nascondere la realtà dell’evento, piuttosto come un intervento conservativo ed estetico con l’obiettivo di risultare il più naturale possibile.

 

La sofferenza fisica, le terapie invasive o un periodo prolungato di allettamento possono incidere in modo evidente sui tratti del viso e sul corpo. La perdita di tono muscolare, la disidratazione o la comparsa di discromie alterano spesso la fisionomia, e la tanatoestetica agisce su questi elementi: ridona un colorito naturale alla pelle, distende i lineamenti contratti e cura dettagli come mani, pettinatura e abbigliamento, cercando il più possibile di mantenere coerenza con l’aspetto della persona in vita.

 

Offrire una presentazione composta e curata significa tutelare l’identità – anche sociale e affettiva, agli occhi degli altri – di chi è scomparso. Parenti, amici e conoscenti che si riuniscono per il commiato meritano di ritrovare la persona cara così come l’hanno conosciuta e amata in vita, al riparo dalle impronte lasciate dalla malattia o dallo scorrere del tempo.

 

Qual è la differenza tra tanatoestetica e tanatoprassi?


Se non si conosce il settore funerario, si può fare confusione tra tanatoestetica e tanatoprassi, considerandole erroneamente la stessa pratica. Tra le due discipline ci sono numerose differenze di carattere tecnico, operativo e legislativo.

 

La tanatoestetica si focalizza sulla cura igienica e sulla presentazione esteriore della salma. Gli interventi includono il lavaggio, la disinfezione pulitiva, la rasatura del viso, la pettinatura, la cura delle unghie, la vestizione e il trucco correttivo. Si tratta di procedure non invasive, volte solo a migliorare la resa estetica e a garantire l’igiene della persona prima dell’esposizione nei locali dedicati al commiato.

 

La tanatoprassi comprende invece trattamenti conservativi più complessi, studiati per bloccare o ritardare il processo naturale di decomposizione per periodi prolungati. Il tanatoprattore, infatti, è una figura professionale a sé, che si occupa di eseguire una serie di processi che permettono una conservazione del corpo molto più lunga. Si tratta di un lavoro che prevede, ad esempio, l’iniezione di una soluzione conservante e disinfettante all’interno del sistema cardiocircolatorio. In Italia, la normativa sanitaria regola la tanatoprassi attraverso il Regolamento di Polizia Mortuaria (D.P.R. 285/90) e leggi regionali, ma il Piemonte è stata una delle regioni all’avanguardia per quanto riguarda la pratica. 

 

Come si svolge la tanatoestetica: fasi e procedure operative nei laboratori

 

Il lavoro di preparazione richiede competenze meticolose, l’uso di prodotti specifici e un ambiente di lavoro adeguato. Ogni intervento di tanatoestetica si svolge all’interno dei laboratori, strutture sanificate, climatizzate e dotate di tutte le strumentazioni necessarie per operare in totale riservatezza e sicurezza igienico-sanitaria. Il processo segue una serie di fasi operative.

 

La prima fase riguarda la preparazione. L’operatore o l’operatrice dispone accanto a sé i materiali e verifica che il procedimento possa svolgersi senza problemi, controllando lo stato del corpo.


La seconda fase è poi quella di pulizia e igiene, in cui il corpo viene lavato con soluzioni disinfettanti delicate per eliminare impurità e batteri, idratando al contempo la pelle proprio per contrastare la disidratazione. Segue un’accurata rasatura del volto per gli uomini o la rimozione della peluria superflua per le donne.
Ci si concentra anche sulla ricomposizione dei tratti somatici. Attraverso piccoli interventi manuali e l’uso di supporti ortopedici e modellanti invisibili, l’operatore provvede alla chiusura di occhi e bocca. Questa operazione restituisce al volto un’espressione distesa e rilassata.

 

Alla fine, si prevede anche il tamponamento e la pulizia profonda delle cavità. Questo passaggio garantisce la perfetta tenuta igienica durante tutto il periodo di veglia, prevenendo la fuoriuscita involontaria di liquidi ed evitando la formazione di odori sgradevoli all’interno della camera ardente.

 

La terza fase è dedicata alla vestizione. Gli abiti scelti dalla famiglia, che riflettono lo stile, il gusto o i desideri espressi in vita dalla persona cara, vengono fatti indossare con estrema delicatezza. L’operatore si cura della perfetta vestibilità dei capi, sistemando colletti, giacche, scarpe o accessori e prestando attenzione alla posizione delle mani, spesso intrecciate o adagiate sul busto, talvolta con un rosario o un ricordo materiale.

 

La quarta fase è tutta dedicata ad acconciatura e maquillage correttivo. I cosmetici impiegati sono fondotinta con formulazioni ipoallergeniche, capaci di aderire su tessuti privi di circolazione sanguigna. L’operatore sfuma i colori per uniformare l’incarnato, coprire eventuali ematomi o ecchimosi, e donare alle guance e alle labbra una tonalità naturale. Talvolta è possibile che la famiglia, o la persona stessa quando era ancora in vita, esprima il desiderio di un trucco particolare – ad esempio con un rossetto molto amato.

 

In ultimo, si conclude il processo con il posizionamento nella camera ardente, momento in cui la persona viene disposta per darle un’aria compassata e rilassata, adagiando le mani e la testa in una posa dignitosa.

 

Il valore dell’immagine dopo la morte e nel percorso del lutto

 

La visione del proprio caro all’interno della camera ardente rappresenta un momento che può essere di supporto nel percorso di elaborazione della perdita. La percezione visiva durante il cordoglio lascia un’impronta nella memoria dei familiari, ed è qui che la tanatoestetica viene in aiuto.

 

Vedere un volto segnato dal dolore, con evidenti alterazioni cromatiche o con i segni evidenti di un lungo periodo passato in terapia intensiva, rischia di generare ricordi traumatici. Tali immagini tendono a sovrapporsi alla storia personale del defunto, condizionando il ricordo che i familiari conserveranno negli anni a venire. La tanatoestetica permette invece di rendere quell’immagine pacifica e familiare.
Vedere la persona composta, riposata e con indosso i suoi abiti preferiti offre al cervello un messaggio confortante: la sofferenza fisica è finita, ma la persona che amavo è ancora qui, è ancora lei. La riconosciamo.

 

Il lavoro del tanatoesteta: tra competenza tecnica e sensibilità 


La figura professionale del tanatoesteta richiede una formazione complessa che unisce nozioni di anatomia, dermatologia, igiene, diritto funerario e cosmesi ricostruttiva. A queste competenze tecniche si affiancano doti umane indispensabili: discrezione, sensibilità, pazienza e una profonda etica del lavoro. In Eurofunerali questo compito viene svolto direttamente dal nostro personale specializzato, senza intermediari o deleghe a strutture esterne. All’interno della Casa Funeraria, ci prendiamo cura di ogni dettaglio della preparazione.

 

Dalla scelta della tonalità di rossetto alla piega dei capelli, ogni gesto del tanatoesteta viene calibrato sulle indicazioni precise fornite dai familiari e sulle fotografie recenti. Questo modo di procedere garantisce che il risultato finale rifletta fedelmente la personalità di chi viene ricordato.

 

Scegliere di affidare la cura della persona amata a professionisti preparati consente di vivere i giorni del commiato liberi da preoccupazioni pratiche od operative. La nostra esperienza, unita agli spazi protetti e attrezzati delle nostre Case Funerarie presenti a Torino e Collegno, è al vostro servizio per offrirvi supporto, trasparenza e un’assistenza meticolosa in ogni momento del percorso.