I 5 rimpianti più grandi

Cosa pensa della vita chi sta per lasciarla

Un'infermiera che ha lavorato anni accanto ai malati terminali ci insegna a vivere la vita al meglio per non avere rimpianti.

E proprio dall'altro capo del mondo, dall'Australia, arriva la testimonianza di una persona che di vita e di morte se ne intende: stiamo parlando di Bronnie Ware, un’infermiera che per anni ha assistito i malati terminali nelle loro ultime settimane di vita.
Ogni giorno parlava con loro, li stimolava a raccontare, per rendere meno tormentati i loro ultimi momenti di vita. E ha raccolto le loro testimonianze, stilando un'ideale classifica dei cinque rimpianti più comuni fra chi sta vivendo i suoi ultimi giorni.
La lezione che l'infermiera Bronnie ha tratto da questi racconti di vita è particolarmente coinvolgente ed emozionante, e ci insegna tante cose.
Non solo a vivere meglio e più intensamente la vita ogni giorno, dando di più a noi stessi e a chi ci circonda. Ci insegna anche a come comportarci nei confronti di una persona a noi cara che sta arrivando alla ine della sua vita, a come rapportarsi con questa persona, a capire cosa sta provando nella sua mente e nei suoi sentimenti, come sta affrontando questa situazione.
I momenti in cui una persona si rende conto di essere arrivata al termine della sua esistenza sono densi di emozioni: rimpianto, dolore, paura, rabbia, ma anche amore. Amore da comunicare, da trasmettere, da condividere. Tutto concentrato in pochi istanti di vita. Gli ultimi.
E così Bronnie racconta di come parlando con questi malati, l’argomento inisse inevitabilmente sui rimpianti della propria vita. Su cosa queste persone avrebbero potuto fare di più o di diverso.
E ha creato una sorta di “classifica” dei 5 rimpianti più diffusi fra i malati terminali con cui è stata a contatto.

"Avrei voluto essere più felice"

Capita a troppe persone di rimanere letteralmente intrappolati nella propria vita, nei propri impegni quotidiani. Così diventa quasi inevitabile rinunciare alle cose che ci fanno felici, e si inisce per condurre una vita monotona, lasciando da parte le proprie passioni. La felicità è un diritto di ogni persona. Ed è nostro dovere rendere felici le persone a cui vogliamo bene, prima che sia troppo tardi.

“Morire non è altro che finire di nascere”

Cyrano de Bergerac

"Vorrei essere rimasto in contatto con i miei amici"

Succede: la vita ci porta lontano dai nostri amici d'infanzia, e il tempo da dedicare alle relazioni personali è sempre di meno. E così, quando si guarda indietro, si capisce che sarebbe stato meglio non andare a fare la spesa al supermercato ma andare a cena con gli amici, oppure stare un po’ meno sul divano e uscire con loro.
In punto di morte, tutti pensano ai momenti belli e divertenti della propria vita, e spesso i momenti più divertenti sono proprio quelli passati con i propri amici. Quando si ha un genitore o un parente anziano e malato, un regalo di valore inestimabile è fargli la sorpresa di organizzare un incontro con un amico.

"Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti"

Questo è un sentimento che ha ispirato film e romanzi: la persona anziana che ripensa al primo amore a cui non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. Ma il rimpianto coinvolge anche le persone con cui si vive. Non riuscire a dire “ti amo” alla propria moglie, a dire ai propri figli quanto si è felici e orgogliosi di loro. Approfittiamo di esprimere ogni giorno -o almeno, il più possibile- i nostri sentimenti, senza timidezza, senza imbarazzo. Soprattutto senza rimpianti.

"Vorrei non aver lavorato tanto"

Questo è il rimpianto che accomuna quasi tutti gli uomini, e che sta iniziando a crescere anche presso le donne. Ci si concentra sulla vita professionale, per fare carriera, per guadagnare di più, e si dedica sempre meno tempo e attenzione alle persone.
Così si perde l’infanzia dei propri igli, dedicando più tempo a una riunione o ad un cliente che al giocare con loro. Si passa meno tempo anche con i genitori, e li si rimpiange solo quando non ci sono più.
E allora si capisce come sia importante passare più tempo con le persone che contano: con la propria famiglia.
Cosa possiamo imparare da questo rimpianto? L'importanza di crearsi un po’ di spazio nella propria vita, per avere più tempo da dedicare alle cose e alle persone che contano.

"Vorrei aver avuto il coraggio di vivere la mia vita"

Questo è il rimpianto che l’infermiera Bronnie ha sentito dal maggior numero di persone.
Quando ci si rende conto di essere arrivati quasi alla fine della vita, ci si guarda indietro e si capisce di non aver realizzato i propri sogni.
Magari per pigrizia, per aver seguito più i desideri altrui che i propri, per aver vissuto la vita che volevano gli altri, non quella che volevi tu. O per aver compiuto le scelte sbagliate. Chiedere di più è una caratteristica fortissima dell'animo umano: e anche il chiedere di più a se stessi, sentire di non aver fatto abbastanza.
In questo è importante rassicurare la persona malata, facendole capire di aver fatto il suo meglio, di aver dato tutto quello che poteva. Di essere orgogliosi e grati di quello che ha fatto per noi.

Questa è la grande lezione che ci dà l'infermiera australiana che ha passato la sua vita accanto ai malati terminali.
Conoscendo i rimpianti più comuni di chi sta affrontando gli ultimi giorni della sua esistenza, possiamo trarre insegnamenti preziosi per vivere meglio la nostra vita, e per dare ai nostri cari il conforto di sentirsi ancora più amati e apprezzati. Più forti. E per noi sarà confortante sapere di aver dato a una persona amata la serenità di lasciarci con qualche rimpianto in meno.

Vivere una vita senza rimpianti.
Ecco il segreto per affrontare con serenità gli ultimi momenti.