Un lutto in famiglia. Cosa fare con i bambini?

Una scelta da fare con cura e con amore

È umano. Chi subisce un lutto è vulnerabile. Per questo diventa ancora più odioso il comportamento di chi vuole sfruttare questo momento per lucrare o fare da intermediario per altri, ovviamente dietro compenso (in nero). La scelta dell’impresa di onoranze funebri è sempre libera, e nessuno all’interno di un ospedale o una casa di cura può dare suggerimenti o fare pressioni per indirizzare la scelta di un’impresa. È un comportamento illegale, punibile dalle autorità. Infatti il procacciamento d’affari, l’offerta di servizi o l’esposizione di materiale pubblicitario sono vietati all’interno di ospedali, strutture sanitarie e socio-assistenziali, obitori e cimiteri. Comportamenti scorretti di questo tipo vanno denunciati alla direzione sanitaria dell’ospedale e alle forze dell’ordine.

Pensare come una famiglia

Noi lavoriamo diversamente. Siamo un’impresa di famiglia, per questo sappiamo perfettamente cosa serve a una famiglia in questi momenti: riservatezza, competenza, certezze. E garantiamo delle differenze concrete: -siamo una delle poche imprese di Torino e provincia con auto funebri proprie e con dipendenti regolarmente assunti -siamo un’ impresa con certificazione di qualità ISO 9001 -presso la sede di via Isonzo 26 a Torino, e le nostre filiali, è possibile vedere e scegliere tutti i tipi di soluzioni e di materiali.

Cosa fare con i bambini in caso di lutto

Perché questo articolo

Vogliamo dare delle informazioni su come affrontare un momento difficilissimo nella vita di una persona e di una famiglia. Così nel momento del bisogno si avranno sottomano tutte le informazioni necessarie per affrontare la situazione -se non con serenità- almeno con una visione chiara delle cose da fare. Invieremo periodicamente altri messaggi, ogni volta con un argomento diverso, per creare una guida da tenere in un cassetto, e che si potrà trovare anche su eurofunerali.it Perché si possono fare tutti gli scongiuri del caso, ma certe cose è meglio saperle. Proprio per non cadere preda degli squali.

Un lutto in famiglia. Cosa fare con i bambini?

Se ci sono bambini in casa, il lutto non si può negare ma neanche deve diventare una cupa ossessione. Per un bambino è un momento di crescita decisivo, per esprimere e liberare le proprie emozioni.
L’opinione comune è che i bambini non devono venire a contatto con situazioni di sofferenza. Ecco allora che vengono allontanati, non se ne parla, si evita l’argomento. Ma come fare se il lutto riguarda una persona molto vicina, di famiglia? Non si può far finta di niente.

Partecipare al funerale: sì o no?

Anche il bambino prova i suoi momenti di dolore: quando lo sgridiamo, quando perde o rompe un giocattolo, quando gli viene negato qualcosa di cui ancora non capisce il perché. Sapere e vedere che anche gli adulti provano dolore lo fortifica, gli fa capire che anche lui è grande, e anche i grandi provano dolore proprio come succede a lui. Per il bambino è essenziale partecipare al funerale e ai momenti di lutto in famiglia. Gli permette di capire che il dolore si può esprimere e condividere, proprio come l’allegria: è un sentimento che fa parte della vita. Condividere le emozioni, confortarsi l’un l’altro lo fa sentire parte di una famiglia, di una comunità, di un mondo. Visto che il lutto ci fa sentire più soli, sapere che altri provano le nostre stesse sensazioni è un aiuto e un conforto formidabile anche per un bambino. È un momento di apprendimento e di crescita, su cui il bambino baserà le sue reazioni alle successive perdite che la vita gli riserverà.

Esprimere il dolore senza fingere

L’adulto non deve aver paura di esprimere il proprio dolore.
Il bambino ha già coscienza delle lacrime: è la sua prima reazione istintiva da neonato, è un’emozione che vede nei personaggi dei cartoni animati, perciò vedere piangere i genitori e i parenti non sarà un trauma. Anzi, aiuterà il bambino a liberare i propri sentimenti, a comunicare i suoi stati d’animo e le sue emozioni.

Spiegare senza timore

Non si possono nascondere le cose ai bambini. Percepiscono lo stato d’animo dei genitori, dei nonni, dei parenti, e non si può far finta che non sia successo niente. Questo sarebbe peggio: farebbe nascere nel bambino domande, dubbi, paure (“Cosa sta succedendo in casa”? “Perché sono tutti tristi?” “Perché nessuno vuole giocare?”).
Se invece si spiega con calma e serenità (ovviamente in base all’età del bambino e al suo rapporto con la persona scomparsa) la morte non è più un mistero che fa piangere le persone di casa, ma un sentimento da condividere.

Prepararsi all’evento

Nel caso di un lutto dovuto a una malattia, e che sia quindi prevedibile, è importante preparare il bambino alla situazione.
Gradualmente, dolcemente. Un conto è dire al bambino il nonno non c’è più: lo mettiamo di fronte al fatto compiuto, in cui non può fare nulla per esprimere il proprio affetto, e che potrebbe creargli sensi di colpa per qualcosa che avrebbe potuto fare o dire al nonno e che invece non ha potuto realizzare. Tutta un’altra situazione, invece, se accompagniamo gradualmente il bambino verso la consapevolezza che fra un po’ il nonno non ci sarà più: questo gli permetterà di salutarlo esprimendogli tutto ciò che ha dentro, di stare ancora un po’ con lui, di vivere e assorbire sensazioni e ricordi che gli rimarranno per sempre.

Vivere il momento per ricordare la persona

Per il bambino è importante conservare il ricordo della persona scomparsa. E partecipare al funerale farà capire al bambino quanto questa persona fosse amata. Poter salutare un’ultima volta la persona permette al bambino di costruirsi un’immagine forte, che sarà scolpita nel suo animo per sempre. Per questo è importante parlare della persona scomparsa, ricreare il ricordo e mantenerlo vivo.
Oltre i significati religiosi, è importante per far capire al bambino che ciò che facciamo lascia negli altri dei ricordi per sempre.

“Una cosa bella è una gioia per sempre” scrisse il poeta inglese John Keats. Sembra fuori luogo parlando della perdita di una persona amata. Ma questo è proprio il momento di aiutare il bambino a tirare fuori le cose belle vissute con quella persona, raccontarle nuovamente, fargliele rivivere con la memoria, in modo che le possa cristallizzare nella sua anima per sempre.